L’ITALIA SECONDA NELLA NATION CUP

Abu Dhabi. Missione compiuta.


Il Team Italia-Motorglass, una gruppo nato solo un paio di mesi fa soprattutto per la passione del Franz Cantando, torna a casa con un secondo posto (e un altro bronzo individuale grazie a Stefano Paoletti nella seconda prova della Race Sprint) nella tappa di Abu Dhabi della Nations Cup, una simpatica manifestazione di contorno al Mondiale di F1 che di sicuro meriterebbe un maggior seguito.

Un «argento» (dai concedecelo, anche si mettiamo le virgolette), frutto di un bel lavoro di squadra, più che mai nello spirito della due giorni di gare durante i quali, come si è già avuto modo di sottolineare, barche, motori, eliche ed attrezzature varie, vengono assegnate per sorteggio. Il gruppo sopra tutto.

E tanti sorrisi, se guardiamo in particolare modo al Team Norvegia, un gruppo dove papà, mamme, figli, figlie, fidanzati e fidanzate (almeno così ci pare di intuire) sembrano venuti qui per fare una vacanza, ma restando sempre e comunque competitivi una volta in gara.

Poi si sa, come vanno a finire queste cose. Il primo a patirne, ad esempio, è stato il milanese Marco Gambi che aveva cominciato bene la giornata con il miglior tempo nelle libere mattutine (45”95) davanti al venezuelano Tonino Spitaleri (alle sue spalle il Team Raimbow di Fabrizio Bocca & Family) con 46”17 e uno dei due baby norvegesi, Stian Slattedalen (46”18), mentre Stefano Paoletti navigava in tranquillità, una roba da Trentatrètrentini che entrarono a Trento tutti e trentatrè trotterellando, attorno alla 10ª-11ª posizione.

Poi qualcosa ha cominciato ad andare storto proprio in Gara-1 («Ho provato a spingere, ma il motore… non mi dava retta») e il milanese ha dovuto praticamente giocare a centrocampo, difendendo a fatica l’undicesima posizione finale.

Là davanti era un monologo dell’emiratino Rashed Al Qemzi, anche se il duello più bello è sempre stato quello che Stefano Paoletti ha dovuto ingaggiare con il tandem norvegese: prima con Slattedalen, poi con Christian Carlsen. Per il trevigiano, al far dei conti, il quarto posto portava in dote 20 punti, utili alla causa comune azzurra tanto quanti i 10 racimolati da Gambi.

SUL PODIO

Decisamente più movimentata Gara-2, anche per colpa di due bandiere gialle che hanno chiamato in causa la pace boat per il ribaltamento al primo giro del venezuelano Spiteri e poi, alla tornata numero dodici, quando Carlsen sentiva spegnersi il motore appena virata una boa, in posizione pericolosa all’inizio del rettilineo finale. Una botta per i norvegesi, un’iniezione di fiducia per il Team Italia-Motorglass che cominciava (anche) a pensare ad un successo finale di tappa, quando anche Mohamed Al Mehairbi, la seconda guida del Team Abu Dhabi, lasciava il circuito.

Non un caso, del resto, che la squadra azzurra non abbia subito ritiri: vuol dire che le barche erano state verificate sin nei più piccoli dettagli, pur non riuscendo sempre ad ottenere il massimo. Il successo, in fotocopia, frutto di una superiorità mai messo in discussione, era ancora di Al Qemzi, così come il secondo posto di Slattedalen.

Poi ecco Paoletti che, una volta liberatosi dei due russi, ma con Ustinov è stata dura, s’è guadagnato il terzo gradino del podio: tanto per pareggiare i conti con il «bronzo» del giorno prima nella Match Races quando, nella finalina tutta tricolore, aveva sconfitto Gambi.

E con il lodevole sesto posto dello stesso Gambi, è stati quasi un trionfo: due soli punti (103 contro 101) sono il distacco dai ragazzi di casa del Team Abu Dhabi. «Soddisfatto del risultato – chiosa Paoletti -, ma poteva davvero andare meglio. In Gara-1 anch’io ho patito qualche problema al motore, sono partito male e solo quando la barca ha cominciato ad assecondarmi, ho potuto recuperare; in Gara-2, invece, con la toccata di una boa, ho… patito una brutta botta alla schiena». Gira un pochettino la testa, al trevigiano, ma probabilmente è anche l’euforia per il secondo posto di squadra, arrivato così, quasi per caso, affrontando la trasferta sul Golfo solo «per divertirsi».

Se poi, per divertirsi, si riesce a salire per tre volte sul podio è ancora meglio. Sulla Corniche girano già i bolidi della Classe 1: il Marine Festival non ancora finito. Per il Team Italia-Motorglass, invece, è già tempo di festeggiare. In spiaggia.

(Massimo Ciuchi)

 

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